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Teatro Marcidofilm!
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Marcido/Giovani
Produzioni 1985-2015
Spettacoli disponibili
Pubblicazioni
Associazione M.M.e F.M.
2013-2014
MISANTROPO
Misantropo! Molière! Marcido!

di Marco Isidori

con

L'Isi Alceste
Virginia Mossi Célimène
Paolo Oricco Filinto
Maria Luisa Abate Clitandro / Acaste
Lauretta Dal Cin Eliante
Valentina Battistone Arsinoè
Stefano Re Oronte
Giacomo Simoni Basque / Dubois

assistenti Daniel Nevoso, Andrea Derivi

tecniche Sabina Abate

luci Francesco Dell'Elba

scene e costumi Daniela Dal Cin

Direzione di Marco Isidori

Debutto Torino, Teatro Gobetti, 11 marzo 2014
coproduzione con Fondazione del Teatro Stabile di Torino
con il sostegno di Sistema Teatro Torino

locandina di Daniela Dal Cin
 
 
 
 
«I Marcido mettono in scena il Misantropo di Molière.
Da qualche tempo si è fatta urgente in noi la necessità di confrontarci con un testo dove la “drammaticità” non fosse esplicita come nel caso del recente Edipo Re, ma bensì dove i nodi del discorso teatrale si organizzassero in un tessuto testuale più disteso, ricco di ambiguità, dialogico quanto basta perché e magari ciononostante, ci fosse possibile assumere tutte le responsabilità connesse ad una sua smagliante resa scenica.
Il Misantropo ci è parsa perciò una scelta obbligata.
E' la prima volta che i Marcido entrano in contatto con la grande arte di Molière, e questo allestimento della sua pièce più amara, vuol finalmente concretizzare la tensione della compagnia verso una forma di teatro decisamente e fattualmente “musicale”; prevediamo infatti l'inserimento a livello strutturale di una fitta concertazione, creata ed eseguita strumentalmente dagli stessi attori recitanti; vogliamo insomma che il risultato finale dell'esperimento in corso, debba quasi potersi definir: Opera. La scenografia dello spettacolo presenterà un'altra importante sorpresa: al barocco “naturale” specifico del clima molieriano, si aggiungerà la nostra, anch'essa naturale, sfacciata propensione al barocco medesimo, inventando così uno spazio di irrealtà metafisica che permetterà alla commedia di moltiplicare le sue fisiologiche potenzialità comunicative, sganciata come sarà da ogni pretesa di meschina verosimiglianza.
In apertura vedremo un paesaggio molto prossimo al cromatismo di una pellicola cinematografica dell'epoca classica (quel bianco e nero che ci affascinò tanto tempo fa...), poi, questo paesaggio scenico evolverà dinamicamente in un'ulteriore dimensione fantastica, il centro della rappresentazione, che affida al colore gran parte dei compiti di significazione, e trova nella sfrenata iconicità/icasticità dei costumi (in quest'occasione davvero centro della segnaletica artistica della rappresentazione!) il punto focale dell'impegno di “figurazione”.
Non sarà facile per noi Marcido misurarci con questo tipo di drammaturgia; bisognerà tenere a freno alcune nostre “abilità” (la poesia del testo lo pretende!), bisognerà inoltre escogitare alcune soluzioni inedite relative alla “recitazione” (la “storia”, pur minima nel Misantropo, lo vuole!) e altri problemi non semplici da risolvere ci attendono per riuscire a mettere degnamente in scena il capolavoro di Molière; però la scommessa di portare un briciolo di novità nell'interpretazione di un testo così importante, così carico di risonanze culturali di ineludibile modernità, così lucido nella sua fatale disperazione, è una scommessa che ci tenta davvero molto; lavoreremo per vincerla, o meglio, ci impegneremo affinché, come sempre, a vincere sia il Teatro.»
 
Marco Isidori (autunno 2013)